Perchè coltivare la lavanda?

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Alta richiesta da parte dell’industria farmaceutica, alimentare, liquoristica, erboristica e cosmetica.

L’Italia importa ancora il 70 % del fabbisogno nazionale di piante officinali.

Risulta evidente che esiste la possibilità di rispondere a questa domanda, che è più remunerativa di quelle tradizionali

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La prima cosa da precisare quando si parla di lavanda è la forte adattabilità e resistenza, caratteristiche basilari della pianta stessa. 

La lavanda è una pianta sempreverde e il suo cespuglio non è quasi mai spoglio. Grazie alla sua adattabilità è possibile coltivare la lavanda in tantissime zone d’Italia.

Cresce spontaneamente nelle zone collinari, poiché in questi territori il terreno è molto arido e nello stesso tempo secco, condizione favorevole per la pianta di lavanda.

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Clima

La lavanda è una pianta molto resistente al caldo e all’aridità, sopporta le estati secche, si trova bene in posizioni soleggiate e gradisce il vento. Ci sono varietà che hanno anche una buona resistenza al freddo e si prestano quindi a essere coltivate in tutta Italia, sia in zone mediterranee che in settentrione.

Terreno e concimazione

Questa pianta cerca terreni leggeri e senza ristagni idrici, vive bene anche su suolo arido e sassoso, a prevalenza calcarea e non molto acido. Si tratta di una pianta erbacea molto modesta in termini di richiesta di elementi nutritivi. 

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Per le colture intensive, gli impianti vanno realizzati con piantine selezionate e certificate. L’impianto si effettua per trapianto di piantine  a radice nuda o in zolla, in primavera o in autunno.

La scelta del tipo di lavanda da coltivare deriva principalmente dall’altitudine, dal terreno, dal tipo di produzione che si vuole intraprendere.

In montagna si coltiva la Lavanda Officinalis (anche detta Lavandula angustifolia), molto pregiata e redditizia. Al di sotto dei 700 m si coltivano ibridi meno pregiati ma più produttivi, quali il Lavandino (Lavandula hybrida). Non esiste quindi competitività fra le colture di montagna e quelle di pianura. Non teme attacchi di animali selvatici di nessun tipo.

La lavanda si riproduce bene per talea.  

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La redditività della coltivazione della lavanda è proporzionata alle capacità tecniche e all’esperienza dell’agricoltore, nonché al tipo di lavorazione post raccolta che si riesce ad effettuare in azienda (essiccazione, distillazione, ecc.).

Coltivare un ettaro di lavanda significa mediamente avere un ricavo di 800 kg di prodotto essiccato ma questo dato come detto in precedenza è variabile.

Per quanto riguarda la produzione di olio essenziale di lavanda, molto profumato e con innumerevoli benefici dobbiamo concentrarci nel calice dei fiori, dove sono presenti i peli ghiandolari, sono proprio questi ultimi che contengono l’olio essenziale. Possiamo trovarlo all’interno di creme, saponi e prodotti per il corpo, senza dimenticare tutto il campo medicale ed erboristico associato a questo elemento.

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